05/02/2010 19.42.20

Un'ovazione per Rodrigo Franciel


C’erano oltre duecento tifosi per il primo allenamento al Presti di Rodrigo Franciel. Insieme a lui c’era anche Simone Piva, l’argentino Maxi Estevez, ma le attenzioni erano tutte per il brasiliano. Niente pallone. Solo tanta corsa, con il cronometro sul polso e le gambe ancora pesanti. I tifosi gli hanno tributato un applauso all’ingresso in campo. Dalla tribuna sono arrivati incitamenti e qualche battuta. Rodrigo ha risposto aprendo un sorriso spontaneo e alzando la mano per salutare continuamente. Nella metà campo vicino il botteghino il Gela ha continuato a lavorare con il tecnico Provenza. Differenziato solo per i difensori Di Muro e Piva. Il resto della comitiva ha svolto ieri una doppia seduta di allenamento. In tribuna anche moglie e figlia di Franciel, tra quelli che hanno spinto il giocatore a lasciare la temperatura polare di Avezzano per il caldo sole della Sicilia che ricorda loro il Brasile. L’attaccante di Porto Alegre ha bisogno di lavorare. E anche tanto. Non solo perché con il Pescina non aveva un posto da titolare. Quando c’era stata la possibilità di dimostrare il proprio valore è arrivata una fastidiosa varicella. Febbre alta ed un periodo di debilitazione che il giocatore ha pagato con una decina di giorni di inattività. Ecco perché la sosta arriva in un momento veramente opportuno. “Voglio lavorare anche durante i giorni in cui i compagni riposeranno – ha detto Franciel – ho bisogno di riprendere la condizione ottimale e intendo sfruttare ogni giorno per rimettersi al passo con gli altri giocatori. Ho tanta motivazione, ma altrettanto rispetto per i miei nuovi compagni. Quando sarò pronto sarà il mister a decidere se utilizzarmi o meno. Arrivo in un gruppo che ha già fatto bene. Io sono solo un compagno che intende dare un mano”. Otto mesi dopo la finale con il Pescina Franciel ha rivisto tanti amici, ma due soli ex compagni di quella squadra: Schiavon, oggi capitano, e il portiere Ferla. E’ un Gela completamente diverso, ma l’affetto nei suoi confronti non è mai cambiato.

Fonte Articolo: Fabrizio Parisi - ilgiornaledigela.it

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