15/02/2010 14.43.49

Provenza: «Ai punti avremmo vinto noi ma ci rifaremo contro il Vico Equense»


Al triplice fischio dell'ottimo arbitro Michele Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto, sostituto dell'ultima ora del designato Pierluigi Gambini di Roma, colpito da una improvvisa indisposizione proprio alla vigilia del derby tra Gela e Siracusa, è scattato sincero l'applauso dei circa 2.700 presenti al «Vincenzo Presti». Un applauso che non salutava una vittoria, che forse il Gela ai punti avrebbe meritato, ma una prestazione comunque gagliarda della squadra biancazzurra. Che non ha risparmiato energie. Che ci ha provato fino alla fine. E che, al tirar delle somme, ha ben poco da farsi perdonare se non sono arrivati, almeno in questa occasione, i tre punti. E di questo è consapevole, per primo, lo stesso Nicola Provenza: «La partita l'avete vista anche voi - dice l'allenatore del Gela - e con quel fondo campo infame sfido chiunque a fare calcio di un certo livello. Noi, comunque, per alcuni tratti ci abbiamo provato e debbo dire, tutto sommato, ci siamo pure riusciti. Non era facile, però, venire a capo di una partita che già presentava caratteristiche alquanto complicate». Il Siracusa ha tenuto bene il campo... «Il Siracusa si è confermata compagine di rango. Ci ha aggrediti alti nel primo tempo e si è difesa bene nella ripresa. Devo però aggiungere che a parte quella bella parata di Nordi su inzuccata di Dal Rio, nel primo tempo, non ricordo nessun altro intervento del nostro portiere. A differenza del loro che, invece, mi è sembrato decisamente più impegnato del nostro». In ogni caso, sembra soddisfatto della partita dei suoi giocatori... «Sì sono contento per come la squadra ha interpretato la gara. Mettendoci tutto l'ardore possibile e sciorinando a tratti, ma con quel campo non si poteva fare di più, anche belle trame di gioco». Gli si fa notare, al tecnico gelese, che sia all'andata sia al ritorno Gela e Siracusa si sono equivalse, facendo maturare al termine dei due derby altrettanti 0-0: «Se guardiamo freddamente ai tabellini avete ragione voi - asserisce il medico-allenatore biancazzurro - ma credo che sia a Palazzolo Acreide sia stavolta avremmo meritato un po' di più noi. Ma questo nel calcio ci sta, ci mancherebbe altro. Se non la butti dentro hai voglia di dire che, forse, hai giocato meglio. Non abbiamo fatto gol nel doppio scontro diretto e alla fine dobbiamo accontentarci di due pareggi. Vorrà dire che ci rifaremo già domenica prossima, quando saremo chiamati a un altra battaglia agonistica contro una squadra inguaiata in classifica, come il Vico Equense, che immagino verrà a fare la guerra pur di uscire imbattuto da Gela. Ma noi dobbiamo vincere». Arriva in sala stampa il capitano Nathan Schiavon. Una volta lo si chiamava «piedi di velluto», adesso sarebbe più corretto definirlo, anche, «sette polmoni» per come corre e sbuffa: «Mi metto al servizio della squadra - dice il centrocampista varesino - e cerco di fare del mio meglio. A volte ci riesco, altre volte, magari, un po' meno. Ma io provo sempre a dare il massimo del contributo. E purtroppo stavolta non è bastato per fare vincere la mia squadra. Non abbiamo avuto fortuna, più che altro. Tutto qui. Se fosse entrato quel pallone scagliato da La Porta che ha incocciato il palo, o se lo stesso La Porta avesse fatto gol quando si è ritrovato con la difesa ospite inerme, beh, a quest'ora staremmo parlando di una nostra bella e meritata vittoria. E' finita invece in parità e, per questa volta ci dobbiamo accontentare». Una pausa. Poi Schiavon conclude: «Meno male che alla fine non ha vinto il Brindisi, perché in questo modo abbiamo almeno salvaguardato la quarta posizione in classifica».

Fonte Articolo: Franco Gallo - La Sicilia

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