21/02/2010 21.47.03

La prima volta di Schiavon, anche Agostinelli si sblocca e cresce Franciel, troppo forte questo Gela per un volenteroso Vico Equense


Il Gela non manca l'appuntamento con la vittoria a cui era chiamato nella seconda partita consecutiva al "Presti" dopo lo 0-0 nel derby di domenica scorsa contro il Siracusa, rispetto al quale l'unica novità in campo è il ritorno di Vianello nel tridente d'attacco al posto di Cruciani che si accomoda in panchina, accanto Franciel ed Estevez. Ritorna in distinta anche Rosamilia e stavolta fra gli esclusi in tribuna c'è, un po' a sorpresa, Scopelliti. Provenza si affida al 4-3-3 e la buona notizia è che, come nei giorni scorsi, non piove, con il campo in condizioni appena appena accettabili, per chi fa del gioco palla a terra il proprio punto di forza. Dall'altra parte, Ferraro cambia modulo e passa al 4-4-2 arretrando Armellino al centro della difesa in coppia con Scognamiglio. Rispetto alla sconfitta immeritata contro la capolista Catanzaro, a cedergli il posto è Russo che non è neanche fra le riserve. Rientra nell'undici di partenza, il capitano Donnarumma. La matricola campana, terz'ultima in classifica ed impantanata in piena zona play-out, non intende erigere barricate sin dal primo minuto. Le 2 squadre si studiano per un'abbondante decina di minuti. La prima ad andare vicina al goal è proprio la compagine biancorossa con Esposito che, su uno spiovente dalle retrovie, si ritrova a tu per tu con Nordi e non riesce a far meglio che sparargli addosso di piattone. Nell'azione successiva, al 14', il Gela passa in vantaggio: Schiavon inventa un assist in verticale per Cammarota che, in area ospite, si libera con un lob dell'avversario diretto e conclude a rete constringendo Munao, in disperata uscita, a respingere sui piedi di Agostinelli che può così comodamente depositare nella porta sguarnita. Con la partita che sembra mettersi in discesa, i padroni di casa si fanno tentare dallo giocare in scioltezza e ci riprovano dalla corta distanza prima con Schiavon e poi con Vianello: palla di poco a lato nel primo caso e rasoterra centrale nel secondo. Senonché, evidentemente spinti da un gran voglia di vincere, con tanto di prestazione convincente davanti al proprio pubblico, i biancazzurri finiscono però col distrarsi sul piano della disciplina tattica: in mediana il filtro non è sempre efficace ed, in particolare, gli esterni bassi spingono troppo, specie in assenza di una copertura adeguata, offrendo il fianco alle ripartenze degli avversari benché quest'ultimi si trovassero sotto nel punteggio. Il Vico si rende pericoloso poco prima della mezz'ora di gioco con una sventola che Marciano indirizza all'incrocio dei pali ed a cui Nordi dice no volando alla sua destra. Per questa via, grazie all'abilità di gente come Incoronato e De Rosa, gli ospiti guadagnano corner e calci piazzati: il che dalle parti di Gela, in questa stagione, significa battere dove il dente duole. Dopo che era stato Munao a bisticciare ben due volte con la palla nella stessa azione, dall'altra parte Nordi esprime tutta la sua solidarietà al collega uscendo a vuoto: in entrambi i casi però, gli attacchi opposti non ne sanno approfittare. La gara rimane aperta ed al 44', guarda caso su altra palla inattiva - più precisamente una punizione calciata dalla destra - la difesa del Gela dorme e Nordi rimane attonito sul colpo di testa ravvicinatissimo di Incoronato che sancisce l'1-1: punteggio con cui si chiude la prima frazione di gioco. Ad inizio ripresa, c'è Franciel in campo: la vera novità è che a fargli posto è un centrocampista, vale a dire Zaminga. Per dirla tutta, Provenza rompe gli indugi e cambia decisamente modulo, passando ad un 4-4-2 peraltro anomalo, che si tramuta spesso in un 4-2-4, con il Gela costretto ad attaccare e quindi con Vianello e La Porta che si mantengono abbastanza larghi, allineandosi sovente alle due punte Agostinelli e Franciel. Insomma, quello del secondo tempo è un Gela a trazione anteriore che schiaccia nella propria area il malcapitato Vico Equense. Passano solo 4 minuti e Munao è infatti costretto ad un doppio miracolo su Cammarota e Vianello. La risposta degli ospiti è nella velenosa punizione dalla distanza di De Rosa che sfiora il sette, ma con Nordi che sembra controllare. Gela arrembante con Vianello che guadagna il fondo e serve in area Agostinelli, ma il destro è da dimenticare. E' la volta quindi di Franciel pescato da Schiavon su punizione: il centravanti carioca colpisce con la fronte come se avesse calciato col piede e la palla fa tremare la traversa, mentre l'assistente segnala una posizione di fuorigioco. Schiavon prende per mano la squadra da un punto di vista tecnico e caratteriale, riuscendo a combinare furore agonistico a lucidità di gioco. Cruciani intanto subentra a Vianello. Il meritato vantaggio dei padroni di casa avviene al 66', con la prima volta assoluta di Schiavon da quando veste la maglia del Gela: un goal capolavoro, grazie ad un destro a giro sotto l'incrocio, che lascia di sasso Munao. I campani non fanno neanche in tempo a riprendersi e provare così a reagire: non passano, infatti, due minuti e Schiavon lancia in profondità Agostinelli che supera Munao con uno splendido pallonetto. E' il 68' e, quando cioè è appena passata metà della ripresa, il discorso è già chiuso. Il tremendo uno-due dei locali mette ko gli ospiti che accusano il colpo e non sanno reagire: Hodza subentra a Esposito e Mineo a Marciano, ma l'incontro si trascina verso il 90' senza ulteriori sussulti, eccetto per una conclusione dalla grande distanza di Donnarumma che sorvola di poco la traversa, nel tentativo - rivelatosi vano - di sorprendere Nordi, cogliendolo fuori dai pali. Nel Gela entra Piva in cambio di Agostinelli: l'ex Pescina arrivato nell'ultima giornata di mercato alla corte di Mr Provenza, debutta in una partita ufficiale con i siciliani, posizionandosi sulla corsia di sinistra del centrocampo, mentre La Porta assiste Franciel in avanti. Ne guadagna l'equilibrio tattico con il Gela che gestisce senza affanni il doppio vantaggio. Piva ci prova su punizione dai 25 metri obbligando Munao a metterci ancora una volta una pezza, stendendosi alla sua sinistra e rifugiandosi in angolo. La sforbiciata di Hodza, sugli sviluppi di un corner in pieno extratime, è stilisticamente impeccabile ma finisce ben al di sopra del montante alto e aggiunge qualcosa solo allo spettacolo, senza cambiare il risultato. Finisce così 3-1 per il Gela che compie un passo in avanti in ottica play-off, guadagnando 3 punti e portandosi quindi a + 4 da chi occupa la sesta posizione: vale a dire quel Brindisi sconfitto nello scontro diretto a Siracusa questo pomeriggio e che domenica prossima ospiterà in casa proprio il Gela, mentre gli aretusei se la vedranno, di nuovo in casa, contro la Vibonese. Sul versante opposto, Ferraro ed i suoi uomini hanno poco da rimproverarsi. Hanno retto per un tempo e bene. Poi il maggior tasso tecnico degli avversari è venuto fuori ed una sconfitta contro questo Gela, specie dopo gli innesti di gennaio, ci può stare benissimo. Per quanto visto oggi pomeriggio, 19 punti finora totalizzati dai campani, sembrano obiettivamente pochi e possono essere spiegati solo riconducendoli alla circostanza, affatto non secondaria, che vede questa squadra giocare sin dalla prima giornata sempre fuori casa. Ma la prestazione dei primi 45 minuti suggerisce alla matricola biancorossa di credere nella salvezza fino in fondo, dimostrandolo già fra 7 giorni nella tana di una diretta rivale come il Noicattaro vittorioso oggi a Vibo.

Fonte Articolo: Filippo Guzzardi . Sportisland. net

820 volte
 


 
 
 
 
 
 
 
     
 
gelacalcio.it ©2004 - gela calcio spa  .  via venezia 93  .  93012 gela cl   .  tel. 0933.922780  .  fax 0933.927165 - info@gelacalciospa.it